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Disturbi Alimentari

Disturbi Alimentari - PsichEur Psicologia

L’anoressia e la bulimia sembrano essere i disturbi della nostra epoca. La comunicazione di massa bombarda costantemente il pubblico con immagini di donne snelle che “hanno tutto” sempre sorridenti e felici.



L’ANORESSIA MENTALE

L’anoressia mentale è caratterizzata da tre aspetti:

 

  • Peso corporeo eccessivamente basso, di circa il 15% sotto quello adeguato per età ed altezza.
  • Amenorrea (assenza di cicli mestruali per tre mesi consecutivi) nel caso di soggetti femminili.
  • Disturbo della percezione del proprio aspetto e del proprio peso.

La preoccupazione riguardo al cibo ed al peso è una manifestazione di un disturbo più fondamentale del concetto di Se’. La maggior parte dei pazienti anoressici hanno la ferma convinzione di Sé di essere completamente impotenti ed inefficaci trasformando la  loro ansia e i loro problemi psicologici attraverso la manipolazione della quantità di cibo da assumere. Ne risulta che nel trattamento terapeutico ,lo sforzo è rivolto principalmente a “correggere” le distorsioni cognitive percettive lavorando contemporaneamente sui rapporti significativi della persona con le figure di attaccamento.

La terapia espressivo-supportiva è la pietra miliare del trattamento, finchè non si prende in esame il disturbo sottostante del Sé, si manifestano ricadute dolorose per la persona e per i familiari. A questo riguardo è sicuramente utile un percorso di terapia familiare o di gruppo parallelamente  a quella individuale.

 

LA BULIMIA

La Bulimia ha tre caratteristiche:

  • Assunzione incontrollata di grandi quantità di cibo.
  • Ricorso regolare a metodiche che hanno lo scopo di modificare il proprio peso(purgarsi, digiunare o aumentare l'attività fisica).
  • Influenza indebita del proprio peso e del proprio aspetto sulla valutazione di se stesso.

Assumere grandi quantità di cibo  rappresenta spostare sul cibo le difficoltà relazionali, e mentre la persona anoressica mantiene il controllo sui suoi sentimenti aggressivi verso le persone rifiutandosi di mangiare, la persona bulimica simbolicamente, distrugge e incorpora le persone ingozzandosi.

Il voler espellere il cibo intromesso con modalità compulsiva, rappresenta un comportamento “compensatorio” atto a contrastare il senso di colpa che ne deriva.

Nel trattamento psicoterapico diviene di fondamentale importanza valutare disturbi associati, come ad esempio depressione ed uso di sostanze psicoattive. E’ necessario che il paziente sviluppi fiducia nel terapeuta e che questo si ponga in un clima di accettazione e di comprensione affinche’ possano emergere pensieri disfunzionali e poterli trattare apertamente per arrivare a lavorare sul versante emotivo ed affettivo della persona.

Dott.ssa Bocchini Laura
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